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Cerato - Vine
- Wild Oat
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Cerato: la continua ricerca
di consigli
E' un fiorellino azzurro dal peduncolo rosa intenso che segnala nel colore la capacità di unire la sensibilità psichica (azzurro) alla ricettività sensoriale (il rosa, colore della pelle). È infatti una persona vivace e curiosa, pronta a captare gli stimoli dell'ambiente che lo circonda per trasformarli in azione direzionata. I suoi fiori a trombetta, disposti in ogni verso, sembrano "cornetti acustici" che amplificano ogni sussurro. Una caratteristica che appare evidente nel suo stato negativo, quando Cerato va "fuori centro", perde di vista se stesso e i suoi riferimenti interni e si trova in balìa di ogni voce. Così comincia ad affidarsi agli altri per consigli e suggerimenti che lo lasciano sempre più disorientato e confuso, incapace di scegliere, di capire e di agire la sua volontà. Continuamente affidato all'esterno, finisce col disperdere la sua energia in vane ricerche e cade in uno stato di debolezza astenica. Di fronte ai malesseri fisici consulterà più medici, senza essere mai sicuro della diagnosi, fino a sviluppare un atteggiamento ipocondriaco. Ma mentre l'ipocondria di Heather si fonda sul bisogno spasmodico di parlare di sé e usa il corpo per ricevere attenzione, quella di Cerato poggia sull'incapacità di decidere da solo, di capire cosa succede al suo interno. Cerato agisce sul sesto chakra, in particolare sull'ipofisi, che governa la volontà e la conoscenza psichica di se stessi. Lo stato d'incertezza di Cerato è molto penoso da sopportare. Quando si protrae troppo a lungo nel tempo, la persona deve prendere contromisure per riuscire a muoversi nel mondo in qualche modo. E poiché la sua natura ruota intorno all'asse sicurezza/insicurezza, strutturerà una pseudosicurezza rigida, chiudendo drasticamente le orecchie al mondo esterno. A questo punto compare lo stato Vine |
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Vine: l'eccessiva sicurezza
di sé
Vine, il fiore della vite, è una pianta che ama gli spazi aperti e soleggiati. I suoi fiori verdi (colore della concretezza) a grappolo formano i succosi frutti da cui si ricava il vino. Non a caso molte persone deboli e insicure cercano nel fondo di un bicchiere la propria forza. Come erede della sicurezza cosciente dello stato positivo di Cerato, Vine ha doti da leader, perché porta nello spazio aperto, alla luce del sole, questa qualità e la traduce in un'azione efficace. Ma nello stato negativo, che nasconde l'insicurezza di base, esso si irrigidisce in un comportamento dispotico, intransigente e rigoroso. Vine non accetta il dubbio fecondo, che lo porterebbe a interrogarsi su se stesso svelando il suo problema. Procede ciecamente verso il fine che vuole raggiungere, travolgendo ogni ostacolo sul suo cammino, incapace di prendere in considerazione le esigenze degli altri. È comunque altrettanto rigido con se stesso, nemmeno quando sta male interrompe il suo lavoro e pretende che anche gli altri facciano lo stesso. Lo stato Vine negativo è comune nelle persone che ricoprono per professione un ruolo autoritario: militari, insegnanti, responsabili di azienda, ma si ritrova spesso anche in certi genitori che nascondono la debolezza, i dubbi, le incertezze, dietro lo schermo della persona "tutta d'un pezzo". Vine è uno dei fiori più "difesi". Se provate a fare insinuazioni sul suo problema negherà con tutte le sue forze, accampando la necessità oggettiva di mantenere il suo atteggiamento, anche a causa delle manchevolezze altrui. Vi dirà che il fine giustifica i mezzi, che quel che pretende dagli altri è solo per il loro bene ecc. Lo stato negativo Vine può durare molto a lungo, perché è funzionale in molte circostanze, basti pensare ai militari di carriera di tutti gli eserciti. Ma presto o tardi anche nella corazza più robusta si forma una piccola crepa. Basta che l'ombra di un dubbio vi si insinui per sgretolare la rocca e Vine scivolerà nello stato Wild oat. |
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Wild
oat: lo smarrimento e l'insoddisfazione perenne
L'avena selvatica, ha una spiga di fiori marrone rossiccio che s'incurva verso il basso. Indice della necessità di "ritornare alla terra" cioè di tornare alle proprie radici, di interiorizzarsi profondamente per scoprire la realtà della propria natura e, di conseguenza, il senso e la dirczione della propria vita. Se nello stato Vine negativo la persona aveva impresso un senso fittizio alla propria volontà per sfuggire all'insicurezza, nello stato Wild Oat avverte oscuramente l'inadeguatezza della sua scelta. Non riesce più a trovare un senso in quello che fa, non ha più mete da perseguire, passa da un lavoro all'altro cambiando continuamente, cercando ovunque, senza trovarlo, qualcosa che riempia il suo vuoto interiore. Insoddisfatta e scontenta, non riesce più ad essere felice e si tormenta alla ricerca del senso delle cose, della sua vocazione. Uno stato penoso e incomprensibile agli altri, che attribuiscono il suo comportamento ad una presunta incostanza, alla "mancanza di volontà". Questo stato negativo è comunque uno stato "felice" dal punto di vista del Sé, perché finalmente la persona si trova costretta a prendere atto della necessità di trovare se stessa, prima di ogni altra cosa. Se come Cerato cercava fuori di sé la verità, ora deve "tornare alla terra", al suo sangue, cercare nell'anima la sua guida e la sua volontà. Wild oat è quindi un fiore molto importante, che non va usato con leggerezza perché porta allo scoperto le pieghe più intime della personalità. Anche Wild Oat, come Cerato e Vine, ha un versante fisiologico nel normale sviluppo della persona, parallelamente all'asse Mimulus -Heather- Mustard. Si tratta di bambini prima - e adolescenti poi - molto dotati e determinati, curiosi e intelligenti nello stato positivo. Alcuni genitori non apprezzano però appieno la loro determinazione e si fanno un punto d'onore nel frustrare regolarmente ogni manifestazione di volontà e indipendenza di pensiero nel bambino, considerandola un'offesa alla loro autorità genitoriale. Così il bambino si abitua a non fidarsi mai di se stesso, a dipendere sempre dalla volontà degli altri, diventa un Cerato insicuro, con tutte le conseguenze di cui abbiamo parlato. |