Gentian - Willow - Wild Rose
gentian, genziana
Gentian: lo scetticismo
È un erba perenne a fusto eretto, che cresce in luoghi difficili, aridi e scoscesi, esposti a forti escursioni termiche. I fiori tubolari, molto allungati, di un colore tra il blu e il porpora, sono disposti a due a due lungo il fusto, per finire nel vertice con un unico fiore; le foglie sono appuntite, lanceolate, aderenti al fusto come a proteggerlo. In fitoterapia è nota per le sue proprietà disintossicanti e stimolanti e per il sapore molto amaro. Secondo una leggenda indiana sarebbe capace di resistere ad ogni veleno. Gentian è quindi in grado di sopravvivere a tutto, all'ambiente difficile in cui vive come agli attacchi "velenosi" del mondo.
Il colore dei suoi fiori rimanda alla sensibilità psichica, alla creatività spirituale. È un filosofo, insomma. Ma l'abitudine a reagire, a difendersi, insieme alla sua forza psichica, finiscono per sviluppare in lui una mente troppo forte, una diffidenza aprioristica che gli impedisce di aprirsi al mondo e lo rinchiude in uno scetticismo apatico che si chiama depressione reattiva, amaro come il succo che si ricava dalla sua pianta.
Gentian si aspetta sempre il peggio - del resto gli è capitato di tutto - anche perché il suo atteggiamento negativo lo porta a quelle che si definiscono le "profezie autoavverantesi". Uno stato Gentian negativo si struttura spesso come risultato di un'infanzia difficile, ma anche in seguito a lunghe malattie, problemi familiari, affettivi o professionali che perdurano nel tempo.
Gentian agisce sul quinto chakra, che governa la gola, la tiroide, il sistema respiratorio e le mani, ovvero la creatività nel concreto, il prahna, restituendo alla persona la creatività mentale. La depressione reattiva di Gentian crea attorno ad ogni cosa una cappa oscura che nasconde le cose belle della vita. E poiché tutto sembra andare storto, la persona si sente maltrattata dal destino e reagisce con lo stato Willow.
willow, salice
Willow:è sempre colpa degli altri
II salice piangente, ha un portamento prono, curvo e strisciante, che indica chiaramente la tendenza al ripiegamento su se stesso e la lamentosità di chi ha bisogno del suo rimedio. Insoddisfatto e frustrato, Willow crede di essere vittima della malasorte che si accanisce ingiustamente contro di lui, degli altri, della società, senza accorgersi che è invece vittima di se stesso e che la sua mente è intossicata dalle emozioni negative che coltiva. Infatti non fa nulla per trasformare la realtà che lo circonda, per prendere in mano il suo destino. Pieno di rancore e di risentimento verso gli altri, passa il tempo ad autocommiserarsi.
La sua frase preferita è "come sono sfortunato, capitano tutte a me". Non si rende conto che proprio il suo modo negativo di porsi nei confronti della vita è la causa dei guai che gli capitano. Lo stato Willow negativo è il risultato di una fuga dalla responsabilità che ognuno ha nei confronti di se stesso. Quand'era Gentian ha ritirato l'investimento affettivo dalla realtà per proteggersi dalle emozioni e si è difeso dalla depressione conseguente sviluppando un atteggiamento ostile ed ipercritico nei confronti del mondo esterno. Ben presto però ha cominciato a proiettare questo atteggiamento fuori di sé, attribuendolo agli altri, identificati come i veri responsabili della sua infelicità. Quest'inversione psicologica è lo stato Willow. Esso infatti autoresponsabilizza la persona, insegna che la vita è un processo evolutivo, che ogni esperienza ha un senso e un contenuto e che la sofferenza nasce dalle resistenze che opponiamo al cambiamento; insegna anche ad agire indipendentemente dal risultato che si ottiene, per il puro piacere di mettersi in gioco nella vita.
wild rose, rosa selvatica
Wild Rose: la rassegnazione fatalista
L'antenata di tutte le rose, la rosa canina, è un arbusto vigoroso che può arrivare a diversi metri d'altezza. I fiori solitari, semplici, a cinque petali, color rosa pallido, hanno un cuore intensamente dorato, simbolo dell'intelligenza racchiusa nella "materia organizzata", ovvero dell'anima umana. Le robuste spine dei suoi rami indicano la capacità di lottare che sta alla base della capacità di fiorire, in senso figurato e letterale.
La fase Wild Rose negativa appartiene a coloro che, avendo rifiutato la responsabilità della propria vita sono caduti in uno stato di totale apatia, di fatalismo rassegnato. Ormai non si lamentano nemmeno più. Apatici fino all'abulia, distaccati, indifferenti, non hanno più desideri nè aspirazioni, nè alcun interesse per ciò che li circonda. La loro voce è monotona, inespressiva. Il colorito è pallido, la pelle afflosciata: la pressione sanguigna molto bassa non reagisce alle cure, la persona è sempre stanca. Di solito si tratta di persone di una certa età, ma anche di donne in menopausa, che hanno vissuto con amarezza, come un lutto, la perdita della fertilità e si sono lasciate andare, sprofondando in una depressione apatica. Anche una tragedia personale, come la morte di un figlio può generare questa situazione.
Lo stato Wild Rose è una sorta di morte affettiva e sensoriale, un distacco dell'anima dal corpo che si realizza da vivi, come conseguenza della chiusura amareggiata dello stadio precedente. È uno stato che ostacola pesantemente la riuscita di qualsiasi terapia e vale la pena di prenderlo in considerazione quando niente sembra funzionare. Wild Rose ricongiunge l'anima al corpo, restituendo l'interesse e il gusto della vita.