Water Violet - Chestnut Bud - Beech
water violet, violetta d'acqua

Water Violet: la solitudine orgogliosa
La violetta d'acqua è un fiore che vegeta nelle paludi e negli stagni, dove forma colonie. La sua virtù è la capacità di costruire relazioni tra le varie componenti del suo habitat naturale, di rimettere in circolo l'energia che ristagna. Il fiore si compone di uno stelo eretto sopra il pelo dell'acqua, lungo cui si aprono fiorellini lillà pallido che risalgono a spirale verso il vertice, simbolo della sua tendenza ad essere un punto di riferimento per gli altri, una guida evolutiva.
Nello stato negativo però questo stesso movimento si traduce in un girare sempre attorno a se stesso, in una forma di solipsismo.
Perdendo la sua qualità relazionale, Water Violet si difende dalla penosa sensazione di isolamento che lo affligge arroccandosi nella consapevolezza delle proprie qualità fino a sviluppare un complesso di superiorità. Water Violet infatti, nello stato positivo, è davvero un fiore superiore: indipendente, tollerante e capace, conserva sempre la sua lucidità mentale e l'obiettività, il che lo rende un ottimo consigliere, che non cerca di imporre la sua volontà e non s'immischia nei fatti altrui. Non diventa invadente nemmeno nello stato negativo, ma mantiene sempre una certa distanza dagli altri, dando l'impressione di essere inavvicinabile, arrogante, presuntuoso. Anche nella vita affettiva la necessità di mantenere le distanze gli preclude il coinvolgimento emotivo, portandolo al fallimento delle relazioni. La sofferenza che ne deriva spinge Water Violet ad aumentare le sue difese e approfondisce sempre di più il solco che lo separa dagli altri. Alla base di questo atteggiamento può esservi un forte bisogno di attaccamento affettivo alla madre che non ha trovato soddisfazione o, più semplicemente, un ambiente familiare che ha inibito l'espressione dei sentimenti e delle emozioni, considerandole segno di debolezza. Water Violet ristabilisce il rapporto tra il primo chakra, sede dell'energia libidica, il quarto, che governa il cuore, il quinto, con il sistema respiratorio e il settimo, col sistema nervoso centrale.
Lasciato al suo isolamento Water Violet estende il distacco inferiore a settori sempre più ampi della realtà esterna, entrando nello stato Chestnut Bud.

chestnut bud, gemme di ippocastano
Chestnut Bud: l'incapacità di vivere l'esperienza
Non è propriamente un fiore ma una gemma, quella dell'ippocastano. La gemma è una promessa di fioritura, porta in sé il futuro del fiore e delle foglie, gli organi di relazione dell'albero. Ma se la gemma non si apre, non matura, il tempo della pianta rimane come congelato, sospeso in un'eterna attesa di ciò che deve venire, ma non arriverà mai.
Nello stato negativo è una persona che non ha sviluppato gli organi mentali di relazione col mondo esterno, perciò il suo contatto con la realtà è problematico. Lo stato Chestnut Bud è comune nei bambini in età prescolare, quando non sono ancora sviluppate appieno le funzioni corticali di percezione, memoria, pensiero logico e linguaggio, ma talvolta permane a lungo nel tempo. Il bambino ha difficoltà di apprendimento e di concentrazione, gli insegnanti esasperati lamentano che è distratto e poco interessato, che ripete sempre gli stessi errori. Anche l'adulto ripete sempre gli stessi errori, le stesse esperienze fallimentari, incapace di trarne un insegnamento che lo faccia andare oltre. Spesso inizia nuovi studi, senza mai portarli a termine, sceglie sempre lo stesso tipo di partner, smette cento volte di fumare per poi ricominciare subito ecc.
Anche il suo corpo presenta sempre gli stessi disturbi, che non sfociano mai in una patologia vera e propria, ma non si risolvono mai del tutto. Chestnut Bud è un tipo in fuga. Fugge dalle cose spiacevoli o poco interessanti, buttandosi in sempre nuove esperienze che abbandona rapidamente, nel tentativo di sfuggire al senso di isolamento che lo caratterizzava nella fase Water Violet. Ma non vivendo fino in fondo le sue esperienze non impara mai e si ritrova sempre al punto di partenza. Così, costretto a confrontarsi sempre con le stesse esperienze, passa alla fase Beech.
beech, faggio
Beech: ipercritico e intollerante verso il mondo
II faggio vegeta spontaneo nei boschi delle zone temperate, fino a 1500 metri d'altezza. È una pianta adattabile, rustica, senza grandi esigenze. I suoi fiori rossi e bianchi esprimono la capacità di coniugare le esigenze dello spirito, il bianco, con quelle della vita materiale, il rosso, colore del sangue e della sua intensa vitalità. È quindi il fiore della perfetta integrazione tra i vari piani dell'esistenza, della flessibilità e dell'intelligenza sensibile che tiene conto di ogni aspetto della vita. Nello stato negativo appartiene alle persone che proiettano sempre all'estemo i loro problemi. Se nella fase Chestnut Bud avevano proiettato all'estemo il distacco interiore di Water Violet, nella fase Beech questo distacco è diventato rifiuto arrogante del mondo, considerato imperfetto, non all'altezza delle proprie esigenze superiori e osservato attraverso la lente d'ingrandimento della sua grande capacità critica. Incapaci di guardarsi dentro, pretendono di correggere i difetti degli altri, difetti che sono solo lo specchio deformato della loro stessa natura. L'intolleranza nei confronti degli altri si estende alle minuzie più innocenti, un atteggiamento che il corpo fa proprio attraverso l'allergia, somatizzando la difesa estrema ad entità di poco conto, come i pollini o la polvere domestica. Un problema non da poco, considerando che nei casi estremi può arrivare allo shock anafilattico, mettendo in pericolo la sua stessa vita. Come se il distacco e il rifiuto totale del mondo si realizzassero nel corpo. Beech aiuta ad interiorizzarsi e a ricomporre la frattura fra il dentro ed il fuori.