Iridologia
L'occhio,
e in particolare la parte colorata di esso,
cioè l'iride, è un perfetto termometro dello
stato di salute del corpo. Attraverso il suo
tessuto, il suo colore e le sue macchie, l'iride
di un occhio può fornire, ai professionisti
di un metodo diagnostico chiamato "iridologia",
un quadro completo delle condizioni psicofisiche
di una persona, delle sue predisposizioni
a certe malattie, delle sue componenti genetiche.
A
cosa serve
L'importanza
dell'iridologia nasce dal fatto che la diagnosi,
ottenuta studiando l'iride di una persona,
è estremamente individuale e precisa. Dal
punto di vista anatomico, l'iride appare,
nell'occhio, come un disco dal colore variabile,
da individuo ad individuo. Colorazioni fondamentali
sono il blu ed il marrone. Sfumature diverse
come il verde, l'azzurrino, il grigio-verde,
il grigio-azzurro, il marrone scuro nerastro,
sono variazioni delle due tinte base, che
derivano dal "terreno personale"
dell'individuo: cioè dall'insieme delle predisposizioni
ereditarie o acquisite nel tempo, dovute al
modificarsi della sua storia psicofisica.
L'iride è una struttura complessa, paragonabile
a un imbuto che ha come vertice, posta anteriormente,
la pupilla,e come base, in zona posteriore,
il cristallino.E' ricchissima di microscopici
vasi sanguigni e linfatici e notevolmente
innervata. E' composta da tante fibre sottili
e fitte come i raggi di una ruota, ed ognuna
di esse è in relazione a un determinato organo,
a una specifica parte del corpo. Quando quella
parte del corpo si ammala, nella zona dell'iride
corrispondente accade qualcosa: le fibre si
allentano, si addensano, si alterano; in più
è possibile assistere alla comparsa, su alcuni
di essi, di segni o macchioline di vario colore.
L'iridologo, per mezzo di una foto, opportunamente
ingrandita, dell'occhio, è in grado di interpretare
quanto l'organo colpito ha voluto segnalare,
proiettandolo sull'iride: può trattarsi di
una infiammazione in atto o di una malattia
cronicizzata. Tutto viene rigorosamente annotato,
come verranno poi annotati i miglioramenti
durante la terapia.
Una prima lettura dell'iride viene fatta sulla
trama: più fine è la trama, maggiore è la
vitalità del soggetto esaminato. Molto semplicemente,
è possibile prendere ad esempio tre tipi di
tessuto: seta, lino, canapa. Un'iride con
linee molto sottili, come la trama della seta,
è indice di forte costituzione. Quando le
linee assomigliano al lino, indicano una costituzione
media, mentre quelle a rete, che appaiono
come la trama della canapa, indicano una costituzione
debole. Una prima lettura generale dell'iride
è sufficiente a fornire un'importante informazione:
quale sia l'eredità genetica del soggetto
e , di conseguenza, il suo modo di affrontare
le malattie. Durante la vita, avvengono continue
modificazioni dell'iride, determinate dai
vari processi patologici subiti. Nella fase
acuta della malattia, le fibre dell'iride,
che erano fitte o parallele, o si rigonfiano
oppure diradano approfondendo il "buco"
scientificamente detto "lacuna".
Se il soggetto viene curato in maniera adeguata,
questo stadio è perfettamente reversibile.
Quando invece è curato male, o non lo è affatto,
si ha una fase di aggravamento, la cui evoluzione
è evidente anche sull'iride: compare una figura
geometrica che assomiglia molto all'alveare,
con le sue cellette. Ogni celletta rappresenta
una lesione che deriva da una malattia subita.
Se tale malattia è ormai diventata cronica,
la celletta risulterà circondata da una strisciolina
di colore più scuro, quasi a sottolineare
che è stata "archiviata" per sempre.
Le
macchie sull'iride
Oltre
alle modificazioni nella struttura dell'iride,
l'iridologo esamina eventuali macchie presenti
sull'iride stessa. Possono essere macchie
cosiddette "tossiniche" che sono
semplici depositi di colore sulle fibre, e
generalmente denotano stati patologici passeggeri
e reversibili: oppure "pigmenti"
che sembrano granellini colorati più spessi,
e indicano malattie di una certa importanza.
A questo punto, in iridologia, si può diagnosticare
quali sono gli organi colpiti da un disturbo.
Uno
strumento diagnostico e non di cura.
L'iridologia
non è certamente un esame che si presta a
diagnosticare situazioni patologiche d'urgenza,
come un grave disturbo circolatorio o la frattura
di una vertebra. Al contrario, è un metodo
di indagine eccezionale nelle malattie croniche,
che lasciano segni nettissimi ed indelebili
sull'iride. Inoltre è uno strumento validissimo
in medicina preventiva, perchè i segni iridei
si depositano spesso quando i sintomi di una
malattia non sono ancora iniziati. Con un
"check up" iridologico, si può controllare
se il fegato lavora bene, se le ghiandole
endocrine non hanno segni allarmanti e quindi
secernono ormoni in maniera corretta, se il
colon è irritato. Allo stesso modo si può
intervenire su problemi di sovrappeso e anche
sulla ritenzione di liquidi , una delle cause
scatenanti della cellulite. L'iride indicherà
se i reni non hanno lavorato sufficientemente
bene, se il sistema linfatico e quello circolatorio
hanno un funzionamento rallentato o, in certi
casi diobesità, se la tiroide è la probabile
causa scatenante.
In
associazione con altre terapie
Gli
specialisti iridologi, generalmente, proprio
in virtù della loro formazione prettamente
naturalistica, curano i loro pazienti con
l'ausilio di medicine naturali. Alcuni di
essi usano la dietologia, altri le tecniche
reflessologiche oppure l'agopuntura; la maggior
parte si serve dell'omeopatia. La lettura
dell'iride si può ripetere sistematicamente
durante l'intero arco della vita. Si consiglia
in genere, una visita ogni 6 mesi se c'è una
patologia in corso, una volta l'anno come
check up preventivo.
Uno
strumento sofisticato
Lo strumento
che viene usato per eseguire la visita iridologica
è l'iridoscopio, un microscopio ottico che
ingrandisce fino a 40 volte l'occhio e permette
di valutare le più piccole imperfezioni della
trama. L'attenzione dell'iridologo è naturalmente
rivolta alla parte colorata dell'occhio. Alcuni
iridologi commentano al momento quello che
vedono, altri prendono una foto dell'iride
destra e sinistra e commentano la fotografia
di fronte al paziente. Chi non possiede un
iridoscopio, utilizza una lente da circa 10
ingrandimenti e commenta ciò che vede al momento
dell'osservazione.