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LA
DEPRESSIONE REATTIVA
Si tratta di uno stato depressivo strettamente legato
ad un avvenimento doloroso (ad es., lutto, perdita,
sconfitta, disturbi fisici,..) ma con un'intensità
e durata sproporzionate rispetto alla "normale"
reazione di fronte a simili eventi. Elemento principale
che caratterizza questo disturbo è un sentimento
di tristezza vissuta a livello cosciente e con forte
partecipazione emotiva. Generalmente non si presentano
la perdita di autostima, sensi di colpa o di inadeguatezza
(se non realistici) ed i contenuti del pensiero è
direttamente legato a quello dell'avvenimento scatenante.
Non è sempre facile distinguere questo tipo di
depressione da quella nevrotica, poiché chi soffre
di quest'ultima forma tende a reagire in senso depressivo
di fronte a situazioni ed eventi stressanti. La differenziazione
si basa principalmente sulla diretta ed inequivocabile
connessione tra l'inizio della sintomatologia e l'evento
scatenante.
Insorgenza e decorso
In genere l'inizio è acuto e strettamente legato
ad un avvenimento stressante. Tanto la sintomatologia
quanto il decorso e la prognosi hanno caratteristiche
variabili da quadri clinici di lieve entità e
breve durata, a forme la cui gravità e profondità
raggiungono i limiti di un episodio di depressione endogena
(di origine interna), a forme che tendono a cronicizzarsi.
L'andamento della patologia sembra dipendere più
dalla struttura di base della personalità e dal
significato emotivo soggettivo del trauma, che dalla
sua oggettiva entità e durata.
Terapia
In questo tipo di disturbo il trattamento è prevalentemente,
se non esclusivamente, psicoterapeutico e lo scopo
principale è quello di favorire una normale reazione
all'evento doloroso scatenante. Tendenzialmente
si evita un intervento farmacologico che potrebbe rivelarsi
dannoso sia perchè può instaurare una
dipendenza "psicologica" sia perché
può dare assuefazione. Per questo tipo di disturbo,
la maggior parte degli autori ritiene superfluo l'uso
di farmaci antidepressivi (triciclici e non), a meno
che il quadro clinico non assuma le caratteristiche
di un grave disturbo depressivo. A volte può
essere necessario l'uso di ipnoinducenti (quando i disturbi
del sonno sono persistenti ed invalidanti) e/o di ansiolitici,
se il livello di ansia, tensione, irrequietezza compromettono
la capacità di affrontare le esigenze ed i problemi
quotidiani. Inoltre è importante individuare
il rischio di suicidio o di complicazioni psichiatriche
(alcoolismo, farmacodipendenza,..) per adottare tempestive
misure terapeutiche e, se possibile, preventive. In
alcuni casi può essere necessario ricorrere al
ricovero in una struttura adeguata.
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