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Un
giorno "quasi" normale...
Immaginatevi,
in una bellissima giornata di sole, in un parco per
bimbi, ...ai piedi delle Alpi, realizzato e curato come
nella vicinissima Svizzera. Scivoli di varie altezze,
girelli, pneumatici a mò di tunnel, un bellissimoprato
verde all'inglese...suntuosi abeti che fanno ombra al
gioco dei bimbi, panchine, servizi..addirittura WC!...tutto
"quasi" normale....forse anche "troppo"
bello. Tutto molto curato; le vette innevate delle Alpi
in contrasto col cielo azzurrissimo e il sole che scalda
la pelle e fa sudare; i bimbi che corrono, con le guancine
arrossate, gli occhi vividi, pieni di allegria, gioia,
spensieratezza. L'innocenza!...Mamme..sedute sulle panchine
a chiacchierare, che rincorrono i bambini più
piccoli. Chi gioca con i camioncini, la sabbia e la
paletta, chi impara ad andare in bicicletta. Un parco
bimbi immerso nel centro del paese ma al riparo dai
rumori del traffico....Un oasi di pace, tranquillità,
serenità. Sembra tutto "quasi" normale...forse
anche troppo perfetto. Ma ecco...la nota stonata! Di
colpo, un bimbo piange disperatamente,....insistentemente.
All'inizio tutti pensiamo che sia l'ennesima caduta.
Ma poi ilpianto riprende, violento....E con gli occhi
si scruta il parco, alla ricerca di chi, continua, nonostante
in lontananza si sentano parole di rassicurazione. Ed
ecco "la fonte del pianto"! Un bambino che,
apparentemente, dimostra l'età di tre anni, ma
che non parla, piange e si picchia: picchia
la zia, che con enorme pazienza cerca di rasserenarlo.
Ma lui continua : si morde, scaglia i giochi
dietro colei che con estrema fatica rimane "dolcissima".
Si butta in terra, ferendosi quasi le ginocchia.
E nei suoi occhi di bimbo, una rabbia profonda, non
espressa fino in fondo..quasi a tratti una luce di follia....Vi
si legge l'incapacità di comunicare! Il
suo sguardo è torvo, fa quasi paura. Si rilassa
soltanto un attimo, guardando il mio cane; per poi tornare
a farsi cupo. Ed il pianto, con gesti violenti,
riprende. Sembrerebbero convulsioni tanto il suo corpicino
è scosso!...Ed ecco che si fa il vuoto intorno
al bimbo e a suo fratello, che meglio non sta! La
gente EVITA, cerca di riprendere i propri figli,
allontanandoli....forse hanno paura che arrechi danno....!??!!
E la zia, imperterrita, sempre paziente e dolce, non
perde il sorriso , nonostante lui cominci a rovesciare
la borsa per terra......
Mi chiedo CHI
aiuta queste persone...dall'emarginazione GENERALE,
dal problema psichico di quel loro figlio/nipote così
piccolo, chi aiuta questa famiglia e chissà quante
ancora nel mondo intero, dalla gravità di questa
malattia (evidente!) , dalla devastazione della loro
vita privata, dalla drammaticità della cosa.
Chi?...Gli organi competenti?...Noi tutti, così
indiferenti e non solo: CATTIVI ed EGOISTI
emarginando quel bimbo piccolo per il TERRORE
di non farsi carico di un problema che apparentemente
è solo della famiglia che lo ha, ma è
invece una piaga SOCIALE?....Chi....ha cercato
di PROVARE ad fare un sorriso a quella donna,
per comunicare almeno un pò di solidarietà
UMANA?...Certo non risolve..ma in quelle brev
iparole che ci siamo scambiate ho sentito gratitudine...Per
quanti di noi..."normali" sarebbe un toccasana
guardarsi intorno e dare una mano a chi ha dei gravi
problemi?..Dovrebbe essere una cosa normale....la
fratellanza, l'umanità! Ah..che grande utopia...
E la rabbia
mi assale! Quanta differenza tra "noi" e "loro"...
Eppure....per entrambi è stato un giorno "quasi"
normale.....
Barbara
evolution@familytel.it
14
Maggio 2001
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