Diventare mamma cambia il carattere??

 
Da quando è nato il vostro bambino vi sentite diverse: più ansiose, più sensibili. Gli esperti vi spiegano perché.  
  Sapevate che la vostra vita sarebbe cambiata con la nascita di un figlio. Ma non immaginavate che sarebbe cambiato anche il vostro carattere. Invece è successo. Prima eravate sicure di voi, di ansie ne avevate poche e la capacità di risolvere i problemi non vi mancava. Ora quella donna non esiste più. O almeno così vi sembra. Al suo posto c'è una mamma insicura, spaventata all'idea di commettere qualche errore. È una trasformazione che vi preoccupa. Soprattutto perché temete che duri per sempre.
Poca fiducia.
«L'ansia è inevitabile» spiega Monica Grigio, psicologa presso l'ospedale dei bambini Buzzi di Milano. «Dopo il parto, la donna si sente investita da una grande e nuova responsabilità: la sopravvivenza di un altro essere umano dipende da lei». E normale quindi che siate preoccupate: temete di non riuscire a "leggere" le esigenze del bambino. «In realtà ogni donna ha dentro di sé la capacità di allevare un figlio» continua la dottoressa Grigio. «Ma oggi siamo così abituate a consultare manuali e medici per ogni problema, che fidarci dei nostri istinti è diventato sempre più difficile». È importante, invece, ascoltarsi, avere fiducia in se stesse, e non farsi troppo condizionare dai consigli degli altri. «Ed è fondamentale darsi la possibilità di sbagliare, perché il rapporto tra mamma e figlio è fatto anche di errori. Ogni bambino ha tante risorse e non è una pappa data in ritardo che può farlo star male» Certo, non è facile mantenere la calma. Anche perché a volte, oltre che per il bimbo si diventa ansiose anche per se stesse. «Ci sono donne che all'improvviso cominciano a evitare di prendere l'aereo, andare in autostrada, esporsi al minimo pericolo» spiega Piera Brusfia, docente di Psicologia dinamica all'Università di Torino e autrice del libro Genitori (Bollati Boringhieri). «Sono assalite dal terrore, cosciente o meno, di morire e di lasciare il piccolo da solo». Soprattutto se non possono contare sull'aiuto della famiglia d'origine. Queste ansie non sono quasi mai paralizzanti. Bisogna quindi continuare a vivere la propria vita senza farsi troppo condizionare. E pensare che man mano che il bambino cresce le paure si attenuano. Verso i due, tre anni, quando un figlio comincia a essere più autonomo, a camminare e mangiare da solo, la mamma in genere si tranquillizza. E, una volta superato il momento critico, scopre come la maternità l'ha resa più matura. «Sono molte le donne che diventano più sensibili e comprensive nei confronti degli altri. Ho conosciuto professioniste autoritarie, abituate solo a dare ordini, che dopo il parto si sono scoperte capaci di dialogare» continua Piera Brustia. «Di loro si diceva che erano state addolcite dalla maternità. In un certo senso era vero. Perché avere un figlio le aveva rese capaci di scendere anche a compromessi». E soprattutto abituate a entrare nei panni di un'altra persona. Un bambino ti insegna proprio questo: ti porta a occuparti dell'essere umano che hai di fronte. E a poco a poco questo nuovo atteggiamento entra a far parte di te. E del tuo rapporto con gli altri.