|
|
S uccede. Purtroppo,
neanche tanto di rado. Vostro marito ha perso il lavoro. E trovarne un
altro, di questi tempi, non è facile. Lui è depresso, nervoso,
arrabbiato con se stesso e con il mondo. Uno stato d'animo che si ripercuote
sul vostro rapporto. Soprattutto se voi, invece, un lavoro ce l'avete.
«Nella nostra cultura è radicata l'idea che debba essere
l'uomo a mantenere la famiglia» spiega Davide DIttore, psicologo
della coppia. «Non essere in grado di farlo ferisce la sua autostima.
E svilisce l'immagine che lui ha di se stesso e del suo ruolo all'interno
della coppia». La disoccupazione lo fa sentire inferiore a voi.
Ma non solo.
«Per gli uomini, perdere il posto è come perdere
un pezzo dì identità» aggiunge Luisa Adani,
psicologa del lavoro. «Tanto che spesso avvertono un disagio non
solo nei confronti di parenti e amici, ma anche di perfetti sconosciuti,
come l'edicolante che lo vede comprare il giornale alle undici di mattina,
un orario che tradisce la mancanza di occupazione. Sono convinti che la
gente li consideri incapaci»:
Incoraggatelo così.
Voi però sapete che non è così. Che sono cose che
capitano. Vorreste stargli vicino, aiutarlo a superare questo brutto momento.
Ma lui non ve lo permette. E ostile, apatico, chiuso in se stesso. E voi
ne soffrite, anche perché non sapete come comportarvi. «Non
è facile, infatti. Perché vostro marito si sente vittima
delle circostanze, e allora è probabile che tenda a interpretare
male anche le cose che voi fate o dite con le migliori intenzioni»
avverte Davide D'Ettore. Così, se vi lamentate con lui della situazione,
rischiate di deprimerlo. Se lo incoraggiate, di farlo sentire compatito.
Allora, dicono gli esperti, l'atteggiamento migliore è quello di
spronarlo, ma con fermezza. Dicendogli: «Puoi uscire da questa situazione:
ma devi darti da fare». «Chi perde il lavoro un'occupazione
garantita ce l'ha: cercarne un altro.«Spesso, però, non sa
organizzare il proprio tempo. Aiutatelo voi a programmare una giornata
produttiva: alzarsi presto, vestirsi e lavarsi, leggere le inserzioni
o i giornali, fare una lista delle persone che conosce e che lo possono
aiutare a trovare un altro posto. E magari visitare le genzie di lavoro
temporaneo». E il modo più efficace di dirgli che gli volete
bene. E che comprendete e condividete la sua angoscia.
Evitate gli errori. Ma in un momento così delicato è anche
importante che voi evitiate alcuni errori. Per esempio quello di delegare
a lui le faccende domestiche perché «tanto non ha nulla da
fare»: si sentirebbe ancora più sminuito nel suo ruolo di
maschio. «E poi è fondamentale non perdere mai la stima nei
suoi confronti, non finire per credere che, se non riesce a risolvere
il problema, è perché non si dà troppo da fare. O
non è abbastanza bravo. «Certo, è possibile che la
colpa del licenziamento sia anche sua. Ma se è così sicuramente
sta pagando un prezzo alto per i suoi errori. E ha bisogno di sapere che
per voi lui è sempre il migliore».
|