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L'alterità animale, al contrario, riporta
l'attenzione sull'importanza del presente.
Infatti, proprio nel suo essere meno proiettata
nella costruzione del futuro, essa allevia
quella sensazione di deficit di tempo che
tanto ci angoscia. Allo stesso modo le persone
che soffrono per disabilità percettive
o motorie sono concordi nel sottolineare che
quasi sempre è molto più oneroso
il peso del rifiuto o della compassione rispetto
al costo effettivo dell'handicap. Per l'animale
non esiste diversità, non c'è
minorazione o devianza, egli non rifiuta e
non compatisce, ma dona affetto e lo richiede
con forza. In definitiva è connaturato
nell'uomo il bisogno di dare un significato
alla propria esistenza, e non è detto
che questo significato debba per forza passare
attraverso il tribunale della società
e del rapporto interumano. In ogni frangente
della nostra vita, anche nei momenti più
drammatici e nelle condizioni più onerose,
abbiamo bisogno prima di tutto di autenticità,
cioè di realizzare la nostra vita nell'immediato
e cogliere le opportunità che essa
ci offre. Una diversità, che davanti
al consesso umano può apparire come
minorazione o comunque fonte di inabilità
in altri contesti o con altri referenti può
addirittura rivelarsi una plusvalenza, un'occasione
per accedere a esperienze precluse agli uomini
comuni. In questo senso possiamo dire che
esistono situazioni dove il rapporto con l'animale
assume un significato molto particolare, che
non è sempre facile comprendere fino
in fondo, e dove ogni giudizio frettoloso
rivela superficialità in chi lo esprime
e, in ultima analisi, si risolve in un atto
profondamente immorale.
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